domenica 2 aprile 2017

Invenzione Della Candela


Al riguardo dell’invenzione della candela c’è da dire che i primi strumenti di illuminazione, rinvenuti in Mesopotamia, risalgono al 5.000 a.C. Erano recipienti di pietra nei quali era fissato un pezzo di legno resinoso a mo’ di candela.
Ma candele simili a quelle moderne furono realizzate soltanto dopo, nelle epoche del Cristianesimo. La torcia rimase il mezzo di illuminazione predominante nell’antichità. Egiziani e Fenici avevano candele costituite da sostanze fibrose quali lino, cotone, muschio, impregnate di sego o di cera. I Romani usavano candele cilindriche di sego o di cera, con lucignolo.

Nell’antichità vennero anche introdotte lampade alimentate con grasso animale od olio collocati in recipienti muniti di un corto becco, sul quale era appoggiata una materia fibrosa che fungeva da stoppino.

Intorno al 1600, il francese Sieur le Brez inventò un sistema di stampaggio delle candele, aumentandone così la produzione e mettendo a disposizione a buon mercato questo comune mezzo di illuminazione. Nel 1824 il francese Jean Jacques Cambacèrès inventò lo stoppino intrecciato, che si poteva evitare di tagliare, man mano che si consumava la cera.

Intorno al XVII secolo, le candele più apprezzate erano confezionate con grasso di balena, ma si continuava a produrre anche quelle di sego. Oggi, oltre alle candele steriche, sono in commercio quelle fatte di cera di paraffina, una sostanza ricavata dal petrolio.

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