giovedì 2 marzo 2017

Acido Solforico: Storia E Invenzione Di Una Delle Sostanze Chimiche Più Usate



L'acido solforico, uno degli acidi più potenti, venne prodotto per la prima volta in Europa nel XVI secolo, dagli alchimisti, che lo chiamarono olio di vetriolo. Tuttavia, un metodo per la fabbricazione su vasta scala fu messo a punto solo nel 1746, quando l’inglese John Roebuck ideò il processo a camere di piombo.
In questo processo l’anidride solforosa allo stato gassoso, ottenuta bruciando zolfo con salnitro, era introdotta con aria e ossido di azoto in una camera di piombo, in cui veniva spruzzata acqua. L’anidride solforosa si trasformava in gas di anidride solforica, il quale si miscelava all’acqua formando acido solforico.

Il processo a camere di piombo è stato ora soppiantato dalla fabbricazione col metodo a contatto, che produce un acido più concentrato. Brevettato da un fabbricante inglese di aceto, Peregrine Philips, nel 1831, fu messo in pratica solo nel 1870. In questo trattamento l’anidride solforosa è trasformata in anidride solforica quando viene a contatto con un catalizzatore (una sostanza particolare che aumenta la velocità di reazione) di platino o vanadio.


L’acido solforico è una delle sostanze chimiche più usate. Dalla produzione mondiale annua, pari a circa 80 milioni di tonnellate, quasi la metà viene adoperata per la fabbricazione di fertilizzanti artificiali, mentre quantitativi considerevoli vengono usati per il decapaggio, o pulitura, dell’acciaio al fine di predisporlo alle lavorazioni successive.

L’acido solforico viene anche usato nella raffinazione del petrolio, nella fabbricazione del rayon, di coloranti, prodotti farmaceutici, detersivi ed esplosivi, e nelle batterie al piombo delle automobili.

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