mercoledì 7 dicembre 2016

I Fiori Dei Pini E Degli Abeti

 
Pini e abeti sono tra gli alberi più noti,  non fosse altro perché i primi sono piantati un po’ dovunque, ai lati delle strade, mentre i secondi sono diventati un simbolo delle feste natalizie. Eppure, a dispetto della dimestichezza che abbiamo con loro, non è facile rendersi conto che anch’essi producono fiori.
Si tratta, a dire il vero, del tipo più semplice e primitivo di fiori che si possa immaginare, ben diverso da quel modello ideale che di solito abbiamo in mente. I fiori dei e degli abeti, in pratica, si riducono a semplici squame, al riparo delle quali maturano il polline oppure gli ovuli. Questi semplicissimi fiori, però, si sviluppano a gruppi, all’estremità di brevi rami particolari, per cui risultano egualmente vistosi. Si tratta, infatti, delle pigne. Ogni pigna, dunque, è un insieme di fiori, cioè un’infiorescenza.
Ad essere più precisi, dovremmo distinguere tra le pigne vere e proprie, che sono le infiorescenze femminili, ed altre pigne più piccine, maschili, che pure spuntano sugli stessi alberi, ma sono meno appariscenti e cadono molto prima. Nei pini e negli abeti, come in molte altre piante, esistono infatti fiori di due tipi, maschili e femminili: i primi producono i granelli pollinici, mentre i secondi producono gli ovuli e quini, più tardi, i semi

I semi di questi alberi si formano quindi fra le scaglie delle pigne. Ben lo sanno gli scoiattoli e i molti uccelletti che ne sono ghiotti; ma anche l’uomo, a volte, prende parte al banchetto: semi di pino, infatti, sono i pinoli che trovano impiego nella preparazione di dolci e di altri piatti. Questi semi non si formano all’interno di veri e propri frutti: le squame della pigna li riparano solo in parte. È per questa ragione che i pini, gli abeti e i loro parenti vengono chiamati gimnosperme, che vuol dire piante a seme nudo. 
Manca ancora un passo, dunque, per arrivare alle angiosperme, cioè alle piante che hanno inventato, oltre al fiore, anche il frutto. Anche così, con i loro semi mal protetti, le gimnosperme riescono tuttavia a cavarsela bene, nella quotidiana lotta per la sopravvivenza; anzi, nei rigidi climi dell’alta montagna e alle latitudini più prossime ai poli esse dimostrano una capacità di resistenza che nessun altro albero sembra possedere. 

Fra le gimnosperme, il gruppo principale è appunto quello dei pini, degli abeti e dei larici, che prendono il nome di conifere, cioè piante produttrici di coni: coni, o anche strobili, non sono altro che le pigne, chiamate con altro nome.

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