mercoledì 4 febbraio 2015

Storia E Usi Della Liquirizia Come Pianta Curativa



La liquirizia è una delle piante medicinali più usate nel mondo. Egizi, Romani, Greci e Cinesi la indicavano per curare la tosse e le malattie da raffreddamento. In effetti possiede dimostrate proprietà espettoranti, antiallergiche e antinfiammatorie. Inoltre contiene una sostanza che ricopre e calma le membrane infiammate ed è perciò utile nella cura delle ulcere e della stitichezza.
Oggi la liquirizia è oggetto di molti studi, prima di tutto per uno dei suoi principi attivi, la glicirrizina, che ha azione antinfiammatoria e antiallergica. Sarebbero inoltre provate le proprietà di questa pianta nella prevenzione e nella cura delle ulcere gastriche, delle epatiti croniche e viene usata per migliorare i disturbi dell'apparato gastrointestinale, compresi aerofagia e digestione lenta. L’estratto di liquirizia stimola le ghiandole surrenali e può quindi essere usato da pazienti affetti dal morbo di Addison (insufficienza surrenale).

In generale la liquirizia e i suoi estratti sono innocui se assunti in dosi moderate. Solo un uso prolungato o eccessivo può produrre effetti collaterali anche seri. I sintomi quali prestare attenzione sono: mal di testa, sonnolenza, ritenzione di liquidi e di sodio, perdita di potassio, ipertensione, insufficienza cardiaca. Si tratta comunque di reazioni rare, come dimostra la popolarità di questa pianta, sia sotto forma di infuso sia come aroma alimentare. Parti utili e principi attivi della pianta di liquirizia sono: radici e rizoma, glicirrizina, flavonoidi e isoflavonoidi, cumarina, polisaccaridi. Le sue radici sono raccolte nel periodo autunnale e invernale.

1 commento:

  1. Peccato che a me non piaccia la liquirizia, vedo che ha delle proprietà molto importanti...

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