mercoledì 20 novembre 2013

Pianta Ipomea: Utilizzo E Coltivazione Delle Campanelle Rampicanti


Il nome ipomea risale al greco e letteralmente significa: ‘simile al viticcio’. Infatti le ipomee, note anche con il nome di campanelle rampicanti, si attaccano ai sostegni per mezzo dei viticci, proprio come fa la vite. Nel linguaccia simbolico dei fiori, le corolle dell’ipomea significano ‘desiderio di carezze’.
Assai spesso queste simpatiche piante rampicanti vengono confuse con i convolvoli, cui assomigliano notevolmente.
Potrebbe sembrare superfluo ricordare le diverse situazioni risolvibili con la messa a dimora delle ‘campanelle rampicanti’, ma val forse la pena ricordare gli impieghi meno usuali di questa specie, per solito tenute in poca considerazione e relegate negli angoli meno eleganti del giardino.
Al contrario, una razionale utilizzazione delle ipomee consente di ottenere macchie di colore di eccezionale bellezza e anche di notevole utilità, se si tiene conto della loro velocità di crescita e dello sviluppo del loro fogliame che in breve tempo forma compatte pareti verdi.
Fra le utilizzazioni più simpatiche delle ipomee vi è quella di farle salire a coprire tronco e rami degli alberi essiccati che, al momento della fioritura, si trasmutano così in vere e proprie sculture fiorite.

Altrettanto interessante l’uso delle campanelle rampicanti come copertura di pendii e scarpate lastricate, o cementate, oppure di terra battuta o tappezzate d’erba.
Un uso particolarmente apprezzabile da un punto di vista decorativo riguarda il tubero di una speciale ipomea, l’Ipomea Batatas o patata americana, che messo in acqua nel tardo autunno dà vita a una bellissima pianta a rami ricadenti che si coprono di lucenti foglie verde vivo, sino ad eguagliare in bellezza i Pothos o Philodendron.

Questa pianta dura per tutto l’inverno, e, talvolta, resiste sino alle soglie dell’estate, ossia fino a quando il tubero ha esaurito tutte le sue scorte definitive.
La coltura delle ipomee è veramente delle più facili che sia dato immaginare e il risultato è sicuro perché si tenga conto di: 
- aggiungere ¼ di sabbia al terriccio 
- scegliere posizioni calde e riparate
- annaffiare ogni giorno 
- concimare ogni 15 giorni, da giungo in poi, con estratto di alghe o ‘fitocromos’ 
- se la coltivazione avviene in cassetta, usare recipienti alti almeno 25cm 

La piantagione si esegue in maggio-giugno; solo le specie tuberose si interrano ad aprile. La moltiplicazione avviene per seme, per trapianto dei germogli che nascono dai tuberi, oppure per talea se si tratta di specie perenni.

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