lunedì 18 novembre 2013

Il Gelsomino Un Fiore Simbolo Di Purezza

 
Il nome scientifico del gelsomino non si può dire che abbia impegnato molto i naturalisti che si sono occupati della sua classificazione. Infatti, Jasminum deriva dalla voce araba Ysmin che significa "fiore bianco".
Queste belle piante erano note in Cina tre secoli prima di Cristo, tuttavia sembra assodato che la loro patria d’origine sia la Persia.Greci e Romani pare non conoscessero questa pianta che, per quanto si sappia, è stata portata in Italia dai Turchi del ‘400, mentre nel resto d’Europa la diffusione del gelsomino avvenne solo nel ‘500, per opera di Vasco de Gama dopo un viaggio alle Indie. Fra le prime specie coltivate si ricorda lo stupendo ‘Sambac’ o mugherino che ebbe l’onore, appena arrivato nel nostro Paese, di fiorire niente di meno che nelle serre di Cosimo I de’ Medici. 
Il simbolo del gelsomino è la purezza, tanto è vero che in spagna e in Toscana spesso le spose amano recare tra le mani almeno qualche profumatissima corolla di queste piante, anche se il bouquet nuziale viene realizzato con fiori di altra specie.

Il gelsomino è una pianta che a volte, malgrado le più attente cure, vegeta stentatamente o muore addirittura mentre in altri casi prospera in modo eccezionale e, pur non ricevendo scarse attenzioni, cresce a fiori copiosamente.
Da cosa po’ dipendere tutto questo? In modo particolare dell’esposizione a sud o a est, dalla presenza, alle spalle dell’arbusto, di un muro su cui il sole batta per varie ore al giorno, e dalla natura del terreno che deve essere soffice, ricco di elementi nutritivi di origine organica e misto 1/3 di sabbia.

Altrettanto essenziale la potatura, da eseguire in autunno, alla caduta degli ultimi fiori. Il taglio deve essere piuttosto energetico e deve avere il risultato di eliminare la maggior parte del legno vecchio per lasciare spazio ai rami giovani. In primavera, e comunque prima della comparsa dei fiori, si consiglia di procedere  a un’attenta cimatura, che consiste nel recidere la punta dei rami (meglio se con le dita) eliminando l’ultimo tratto di vegetazione ancora tenera e di colore verde chiaro. 

Le annaffiature non devono essere eccessive: una volta alla settimana per i gelsomini coltivati in piena terra (4-5 litri per pianta) e ogni quattro giorni circa per quelli che vivono in vaso. E’ bene procedere a sistematiche irrorazioni quindicinali con zolfo ramato (4 gr. ogni litro d’acqua) per prevenire o combattere il mal bianco.


Controllare spesso il fogliame per accertare l’eventuale presenza di cocciniglie.
Evitare di addossare direttamente i gelsomini a sostegni in ferro che, riscaldandosi sotto l’azione del sole, potrebbero danneggiare notevolmente la pianta.

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