mercoledì 4 settembre 2013

La Dalia, Una Pianta Esotica Diventata Europea


Anche se a noi sembra un fiore nostrano, tanto siamo abituati a vederlo e coltivarlo, la dalia in realtà è fra le specie più esotiche oggi diffuse nei nostri giardini e sui balconi. Infatti, questa interessante pianta provvista di tubero proviene dal Messico e fu proprio la sua radice a destare l’interesse degli antichi Aztechi che usavano cibarsi della farina ricavata dalla parte sotterranea della dalia, opportunamente tostata su pietre roventi.


Fu verso la fine del ‘700 che i tuberi vennero portati in Europa, sempre a scopo commestibile, ma il sapore acre della loro polpa e la bellezza dei fiori che nascevano da quelle “patate” di insolito aspetto, convinsero a coltivare la dalia solo in virtù dei suoi pregi ornamentali. Dapprima i bei fiori si chiamavano “giorgine” (e ancora oggi le daliette da seme si definiscono così) in onore del botanico russo Georgl, ma in seguito Linneo le classificò come Dahlia per ricordare un suo allievo, il naturalista Andreas Dahl.
 

Le dalie sono di tante specie e varietà da offrire una gamma pressoché inesauribile di impieghi, sia in giardino che sul balcone: come bordure di varia altezza per aiuole (utilizzando solo le dalie nane e le “lillipuziane”) per valorizzare alcuni punti particolari del giardino (preferire le varietà di emdia statura o le nane) per mascherare eventuali vuoti nella siepe (in tal caso si consigliano le daliette da seme, dal cespo raccolto e dalla lunga fioritura). Le dalie vogliono luce, sole e terra ben nutrita mescolata a ¼ di sabbia. In febbraio i tuberi prelevati dal luogo in cui hanno svernato si pongono a germogliare su vassoi coperti di torba umida, alla luce  e al caldo. Quando i germogli sono lunghi 4/5 cm si suddividono i tuberi nelle varie sezioni, controllando che ognuna di esse sia provvista di un germoglio. I pezzetti di tubero si interrano in modo da far affiorare il germoglio, lasciando fra una pianta e l’altra una distanza proporzionale al loro futuro sviluppo.

 

Le annaffiature debbono essere piuttosto abbondanti, ma è importante che il terreno sia molto permeabile. Quando i germogli sono alti 10 cm bisogna eliminare i più deboli e allorché appaiono i boccioli si consiglia di lasciarne uno solo per gambo (nel caso delle dalie a grande  e medio fiore) per ottenere corolle ben formate su steli robusti. A fine autunno i tuberi debbono essere estirpati, fatti asciugare e riposti in sabbia asciutta, in locale fresco, ma non freddo.
Impossibile elencare tutte le specie più interessanti, visto che oggi esiste un tal assortimento di ibridi, intermedi fa l’uno e l’altro tipo di dalia, da renderne problematica l’identificazione. Molto più opportuno consultare un catalogo specifico e scegliere in relazione alle proprie necessità.

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