domenica 5 maggio 2013

Le Fibre E La Digestione, Un Legame Benefico

 
Il benessere economico ha portato al crescente consumo di cibi raffinati, di zucchero, di carni rosse e ad un notevole aumento dei disturbi dell’apparato digerente, come ha dimostrato l’inglese Burkitt correlando un aumento di appendiciti, calcoli alla colecisti, stipsi e diverticolosi al diminuito apporto di fibre. 
Le fibre sono il costituente strutturale dello scheletro delle piante e fanno parte dei rami, delle foglie e dello stelo e ogni cellula della pianta ne è circondata

Le fibre sono una combinazione di tre diversi gruppi di sostanze: il pentosio, che è un carboidrato complesso; la cellulosa, che è anch’essa un carboidrato complesso; la lignina, un componente del legno.
Mentre i grassi, le proteine e i carboidrati, non fibrosi, sono quasi completamente assorbiti nell’intestino tenue, le fibre arrivano al colon praticamente senza subire alcuna modificazione digestiva, dato che esse non vengono assorbite e non possiedono pertanto un valore calorico, per questo motivo gli occidentali per oltre cento anni hanno raffinato cibi in modo da eliminarle, pensando di aggiungere pregio agli alimenti.
In realtà le fibre esercitano una funzione favorevole su tutto l’apparato digerente, influenzando principalmente il colon.
Oltre ad inibire la formazione di tossine e lo sviluppo di alcuni batteri nocivi nel colon, facilitano il passaggio delle feci attraverso l’intestino; diluendo inoltre la concentrazione di tossine e impedendo che le pareti del colon vengano danneggiate.
Gli orientali e i popoli in via di sviluppo soffrono molto meno di disturbi intestinali perché il loro regime alimentare è meno raffinato e contiene più verdure e alimenti ricchi di fibre.

L’evidenza sperimentale dimostra che è possibile prevenire disturbi come stipsi, emorroidi, diverti cosi e coliti adottando una dieta più ricca di fibre: il consumo di fibra contribuisce a prevenire l’obesità, il diabete, i disturbi cardiovascolari da ipercolesterolemia, le vene varicose e disturbi a fegato e cistifellea (colelitiasi). 
Tutto questo esclusivamente grazie a un miglioramento delle funzioni dell’organismo. Infatti la parete muscolare del colon si rafforza, le feci aumentano di volume, diventano più morbide e più facili da espellere; inoltre la flora microbica intestinale assume una valenza positiva divenendo più acida, impedendo così formazione di gas e putrefazione.
Un cambiamento della dieta in questo senso è più efficace dei lassativi nel risolvere i disturbi intestinali funzionali, ed è anche l’unica soluzione duratura.
La parte esterna dei cereali integrali, dei legumi, delle verdure e della frutta contiene più fibre della parte interna: questo spiega perché è preferibile usare i cereali integrali e, se possibile, anche la parte esterna delle verdure e della frutta (sempre se provenienti da coltivazioni biologiche o comunque non impregnate di diserbanti, insetticidi, piombo da gas di scarico, ecc.), questi alimenti, infatti, contengono un giusto equilibrio di fibre e di sostanze nutritive: consumando questi proodotti l’organismo introduce da tre a quattro volte le fibre fornite dalla dieta media raffinata.
 
I prodotti animali in generale hanno un basso contenuto di fibra.
Una dieta basata su cereali e su cibi non raffinati, che preveda l’uso regolare di alimenti fermentati (produttori di acido lattico) e un consumo minimale di carne e latticini favorisce la flora batterica intestinale: durante il processo digestivo vengono nutriti infatti anche i batteri intestinali benefici.
Gli alimenti con elevato residuo (fibra) sviluppano nel colon acido lattico, che lo tonifica delicatamente e crea un pH ottimale per l’equilibrio tra batteri benefici e potenzialmente dannosi.
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3 commenti:

  1. Molto interessante questo post, mi interessa molto, grazie delle info!

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  2. Un'ottima abitudine inserire nella nostra alimentazione le fibre, e sopratutto benessere del corpo!

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