sabato 11 maggio 2013

Davallia, La Pianta Ideale Nel Cesto Da Appendere


Il genere Davallia comprende trentaquattro specie di felci abbastanza facili da coltivare, in quanto, pur essendo di origine tropicale, non hanno bisogno di umidità elevata. Presentano una vegetazione lussureggiante che  sembra traboccare dal vaso; sono ideali per  formare un vero e proprio globo di leggero fogliame verde, adatto soprattutto ai cesti da appendere.

 

Naturalmente non si deve sottovalutare il fatto che una pianta posta in un cesto appeso godrà di una temperatura più elevata, trovandosi più in alto, di quella percepita dalle persone, e questo vale soprattutto quando sono accesi i termosifoni. Per valutare la necessità di umidità e innaffiature, si rilevi dunque la temperatura all’altezza della felce e non in basso.

Davallia canarienis, originaria delle Canarie, presenta fronde lunghe circa 30cm, di forma triangolare, fittamente pennate e profondamente divise. I rizomi carnosi si sviluppano notevolmente, strisciando sulla superficie del composto.

Davallia fejensis o “Piumosa”, delle Isole Figi, ha rizomi carnosi grigio-rosati, coperti di peluria e, in natura, vive come epifita sui rami degli alberi; ha foglie fittamente pennate, ricadenti, di colore verde argento.

Davallia mariesii ha rizomi più sottili, coperti di squame brune, e fronde triangolari di colore verde intenso tendente al bronzo.
 
La Davallia va collocata in buona luce, ma non gradisce assolutamente l’esposizione diretta ai raggi del sole.
La temperatura minima invernale non deve scendere sotto i 15 C°, mentre la massima non dovrebbe superare i 21°C. In estate non vi sono problemi di temperatura, ma se fa molto caldo è opportuno in ogni caso incrementare le nebulizzazioni d’acqua.
Questa pianta va innaffiata con moderazione, ma nebulizzata con acqua riposata quasi ogni giorno. Si consiglia di immergere il vaso in una vaschetta d’acqua tiepida e quindi lasciarlo sgrondare prima di rimetterlo al suo posto. Questa operazione va ripetuta ogni qualvolta si osservi che il composto si sta asciugando.

Si aggiunge un fertilizzante liquido all’acqua delle innaffiature ogni tre-quattro settimane.
Per il terreno, si consiglia un miscuglio costituito da due parti di torba granulare, una parte di terriccio di foglie decomposte e una parte di sabbia. Per sostenere bene le radici carnose, è opportuno che il terreno si abbastanza compatto. E’ importante assicurare al vaso un buon drenaggio, disponendo della ghiaia sul fondo.

Riproduzione e Malattie. Per la riproduzione, in febbraio, prima della ripresa vegetativa, si prelevano le talee, lunghe 7-10 cm, dalle estremità dei rizomi, in modo che abbiano ciascuna una gemma e un po’ di radici, e si mettono in un composto torboso, in ambiente caldo e umido. Nel giro di poche settimane le talee dovrebbero radicare. Si può anche procedere alla semplice divisione dei cespi, effettuando l’operazione sempre in febbraio-marzo.

Per le malattie, in genere non si verificano infestazioni parassitarie, ma è costante la presenza di un inconveniente: questa pianta non tollera la siccità. A questo proposito è opportuno osservare che foglie cadenti e grigie sono sintomo di disidratazione; nel caso in cui si verifichi questa situazione, si devono tagliare le fronde morte  immergere completamente la pianta nell’acqua per qualche decina di minuti.

In conclusione, se si coltiva la pianta in un cesto appeso è bene munirsi di un attrezzo che consenta di innaffiare e vaporizzare acqua con facilità, dal momento che l’apporto d’acqua è molto importante e la scomodità potrebbe indurre a non innaffiare con la dovuta solerzia.

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7 commenti:

  1. in casa mia le piante sembrano proprio non avere intenzione di vivere...al massimo il basilico in piena estate...

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  2. molto interessante, grazie della info

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  3. ..io ho il pollice verde..e questa pianta è veramente il top!!! grazie per tutte le informazioni !!!!

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  4. grazie per le tue informazioni che seguirò appena crescono i miei discoletti

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  5. adoro le piante da appendere e questa non la conoscevo, grazie

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