giovedì 24 gennaio 2013

Lo Squalo: Da Predatore A Preda


Dite la parola “squalo” e la maggior parte delle persone immaginerà una feroce mascella a denti aguzzi sporchi di sangue. Purtroppo, infatti, è questa l’immagine che gli squali richiamano alla mente, grazie anche (si fa per dire) ad alcuni film che li hanno proposti al pubblico come crudeli assassini.


L’attacco di uno squalo è probabilmente l’evento che più terrorizza l’uomo, anche se api, vespe e serpenti sono responsabili di molte più disgrazie! Essere attaccati da uno squalo è una possibilità remota, ma chiunque frequenti acque marine (soprattutto chi è in barca e fa il bagno al largo!) deve essere comunque al corrente dei pericoli che corre.
Ci sono tre tipi di attacchi:
1) Mordi e fuggi: è l’attacco più comune. Di solito i bagnanti o i surfisti vedono raramente il loro aggressore: lo squalo dopo aver inferto un singolo morso, lasciando una ferita si allontana. Questi attacchi sono per lo più generati da un errore di valutazione. In condizioni di scarsa visibilità, perché l’acqua è torbida o per il frangersi delle onde, lo squalo crede di trovarsi di fronte ad una preda. Morde il malcapitato surfista/bagnante e subito realizza che quello che ha appena addentato non è un pesce, quindi molla la presa e non torna più.
2) Urta e mordi: è un attacco caratterizzato da movimenti circolatori intorno alla vittima, che spesso viene prima urtata e poi attaccata. Di solito in questo tipo di attacco vengono coinvolti subacquei e nuotatori in acque profonde. I danni provocati posso essere molto gravi, spesso causano la morte.
3) Agguato: lo squalo urta la sua vittima e dopo il primo morso non si allontana ma continua a ferirla.

Anche se, come abbiamo detto, il rischio di essere attaccati da uno squalo è remoto, vale forse la pena adottare questi piccoli accorgimenti:
- Restare sempre in gruppo: gli squali preferiscono attaccare individui isolati
- Non allontanarsi troppo dalla barca
- Evitare di entrare in acqua durante la notte o all’imbrunire, quando gli squali sono particolarmente attivi
- Meglio non indossare gioielli: i loro riflessi assomigliano a quelli delle squame dei pesci
- Usare cautela quando le acque sono torbide
- Evitare di indossare abbigliamento troppo colorato: gli squali vedono i contrasti particolarmente bene
- Trattenersi da gesti troppo bruschi e non cedere al nervosismo per evitare movimenti scoordinati
- Porre cautela in acqua nelle vicinanze dei litorali sabbiosi e rive scoscese: sono tra i luoghi preferiti dei squali
- Non entrare in acqua se è nota la presenza di squali, ed uscirne immediatamente se ne viene avvistato uno.

Molti non sanno che gli squali sono animali a rischio estinzione, perché qualcuno ama tanto… mangiarseli!?! Il rischio estinzione per questa specie animale si fa ogni anno più concreto. Lo squalo, infatti, è un animale poco prolifico che raggiunge la maturità sessuale tardi (in alcuni casi dopo 20-25 anni). La pesca indiscriminata e il commercio di carni da squalo stanno mettendo a rischio molte specie di squalo. Basti pensare al tipico piatto della cucina cinese, la zuppa di pinne di pescecane (shark fin soup), considerata una prelibatezza culinaria dalle proprietà afrodisiache. Dal momento che le pinne hanno un valore maggiore rispetto alla carne del corpo si è purtroppo diffusa la pratica (meglio sarebbe parlare di tortura) del “Finning”: lo squalo viene catturato, issato a bordo, gli vengono tagliate vie le pinne e poi ributtato in mare. L’animale così orrendamente mutilato è destinato a morte sicura. 

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