mercoledì 2 gennaio 2013

Corna di Cervo: Una pianta da appendere

 
Il genere Platycerium è un piccolo genere di felci, al quale però appartengono alcune delle più belle specie ornamentali: nei loro Paesi d’origine, nelle zone tropicali, queste felci si trovano comunemente in natura, grandi e rigogliose, e crescono sui rami degli alberi. Il nome specifico alcicorne deriva dal fatto che le foglie hanno lamina piatta e divisa che quasi ricorda le corna dell’alce.

Si tratta di felci epifite (non parassite), che nel loro ambiente vivono sui rami di altre piante e traggono nutrimento e umidità dall’aria circostante e dalle particelle di detriti e di corteccia che si accumulano ne luogo in cui sono installate. Sono dotate di due tipi di fronde e aderiscono alla pianta ospite per mezzo di una singola fronda appiattita che si avvolge attorno al ramo e sostiene tutta la felce, raccogliendo acqua e sostanze nutritive.
Questa fronda è sterile, cioè non produce spore, ma al centro di essa si sviluppano le fronde fertili, piatte e suddivise (quelle simili a corna!) di consistenza coriacea, con la superficie da una minuta peluria biancastra che forma un velo feltroso e argentato. Sulla pagina inferiore di queste fronde, verso l’estremità dei lobi, la pianta produce fitti grappoli di spore, utili alla riproduzione.

Si faccia attenzione a non eliminare questo strato feltroso nel tentativo di pulire la pianta con un panno: piuttosto eliminare la polvere soffiandola via.

Questa pianta ama un’esposizione ben luminosa, ma anche ben riparata dai raggi diretti del sole, anche nei mesi invernali, in un luogo ben aerato, ma protetta da correnti d’aria.
La temperatura ideale dovrebbe essere compresa tra 21 e 24 °C per tutto l’anno, in particolare, nella stagione fredda non deve scendere sotto i 16 °C.

Le innaffiature sono molto importanti: si consiglia di immergere l’intero nucleo centrale della pianta in una bacinella d’acqua per mezz’ora, una volta a settimana (anche più spesso se fa molto caldo), lasciandola poi sgocciolare bene per eliminare l’acqua in eccesso, prima di riappenderla al suo posto. Nel corso della primavera e dell’estate si consiglia di aggiungere, ogni 4-6 settimane, una dose di fertilizzante liquido per felci all’acqua dell’innaffiatura. Se in inverno la temperatura ambiente scende a 16-17 °C si raccomanda di non bagnare più di una volta al mese, riducendo anche il tempo di immersione. Se invece la pianta si trova in un ambiente riscaldato, si bagna come nei mesi estivi.

Le piante giovani si possono coltivare in vaso in un miscuglio di torba e sfagno, in seguito però si tolgono con precauzione dal contenitore, si avvolgono le radici con sfagno fresco e si fissano a un pezzo di corteccia con strisce di nylon larghe almeno 5 cm. In breve tempo, la fronda sterile circonda completamente il pezzo di corteccia, tenendo ben ferma la pianta. Il tutto può e poi essere collocato in un cesto da appendere. La pianta può comunque vivere tutta la vita in vaso, nel composto sopra citato.

Il Platicerio non è una pianta facile da tenere: la sua bellezza, comunque, vale un po’ di impegno.

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