giovedì 11 ottobre 2012

Vuoi Cucinare Il Calamaro? Ecco Alcuni Consigli



Il calamaro è un mollusco cefalopode molto pregiato che vive prevalentemente vicino alla costa, e preferibilmente sui fondali fangosi. Ha un corpo snello, allargato alla sommità da due specie di alette di forma quasi triangolari, al quale sono attaccati 8 tentacoli e due bracci lunghi e sottili. Nel corpo di questo mollusco è inserito il calamo, un organo di sostegno, trasparente e a forma di penna. Il calamaro ha un colore roseo, punteggiato in diverse parti da un altro colore di rosso scuro.

Come sceglierlo: Con la pelle umida, ben tesa, senza strappi, occhi sporgenti e vividi, tentacoli interi ed elastici. Se l’inchiostro si presenta a grumi, anziché viscoso, il calamaro è stato scongelato! Lo scarto è del 35% circa. Per l’aspetto può venir confuso con il totano che però ha le pinne più larghe che lunghe, poste all’estremità del corpo, inoltre i tentacoli sono più grossi.

Come Conservarlo e Prepararlo: Il calamaro, va consumato al più presto. Si conserva nel frigorifero coperto e nello scomparto più freddo, per un giorno circa. Per preparalo, staccate i tentacoli dal corpo, eliminate la sacca intestinale e la penna, togliete anche il becco che si trova al centro dei tentacoli e gli occhi, poi lavate il calamaro, rigirando il corpo per lavarlo bene all’interno.

La sua cottura: I calamaretti più piccoli si friggono interi per pochi minuti; quelli medi si cuociono in umido, si tagliano eventualmente a metà e sono pronti in 20 minuti circa; quelli medio-grossi si farciscono e si cuociono in 45minuti circa. Quelli più grossi vanno invece tagliati ad anelli che vengono fritti o cucinati in umido.

Il suo valore nutritivo: E’ ricco di calcio e ferro e le calorie sono circa 68 ogni 100gr. Ha carni magre ma ricche di tessuto connettivo, poco consigliabile per la prima infanzia. Se avete altri consigli, potete tranquillamente postarli.

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