mercoledì 31 ottobre 2012

I Nomadi Del Cielo: Il Fenomeno Della Migrazione



Rondini, cicogne, rapaci, anatre, allodole.. sono circa 245 le specie di uccelli che ogni anno, in autunno e in primavera, percorrono migliaia di chilometri per raggiungere i luoghi di svernamento e nidificazione. La migrazione è un fenomeno che ha suscitato sempre molta curiosità: come fanno gli uccelli a trovare la rotta giusta? E come affrontano viaggi lunghi anche migliaia di chilometri?

Il fattore principale che spinge gli uccelli alla migrazione non è, come molti credono, il freddo, ma l’insufficienza di risorse alimentari dovuta al clima rigido dell’inverno. Nella stagione fredda, inoltre, le giornate si accorciano e andare alla ricerca di cibo diviene più difficile. Un orologio interiore suggerisce agli uccelli il momento di prepararsi a quel viaggio estenuante e pieno di insidie che sono però costretti ad affrontare per sopravvivere.
Prima della partenza gli uccelli fanno “fanno il pieno” raddoppiando il loro peso che comunque, all’arrivo, sarà nettamente al di sotto del normale. Fra i migratori si distinguono quelli che coprono distanze brevi (fra i 1000 e i 2000 km) e quelli che compiono percorsi lunghi anche più di 3500km. Molte specie sono in grado di sorvolare 2000km di deserto del Sahara e ampie distese marine su cui naturalmente non è possibile fermarsi.

Vedere nel cielo uno stormo in migrazione, con la classica formazione a “V”, è molto suggestivo, ma forse non tutti sanno che molti degli uccelli che sono partiti non raggiungeranno mai la meta. Durante il percorso devono infatti fare i conti con i predatori, il clima, la stanchezza e la mancanza di cibo. Le soste per riposare e nutrirsi sono pochissime e ogni uccello deve contare sulle proprie forze: se un membro del gruppo si trova in difficoltà viene purtroppo abbandonato dagli altri.
E’ stato studiato che i migratori hanno capacità cognitive più sviluppate rispetto ai non migratori: essi hanno nel cervello vere e proprie cartine geografiche con i punti di sosta e di nidificazione che si tramandano per via genetica. Durante il giorno gli uccelli si regolano con il sole e durante la notte con le stelle, sfruttando inoltre il campo magnetico della Terra.
La migrazione degli uccelli è legata ovviamente al clima. Per le conseguenze dell’effetto serra l’orologio biologico di alcune specie si è alterato. I risultati sono partenze ritardate e arrivi prematuri che provocano alterazione dell’equilibrio biologico. Il rischio più grande per la sopravvivenza della specie migratorie è però l’adeguamento al nuovo clima che elimina la necessità della migrazione. Inoltre, le modifiche ambientali introdotte dall’uomo fanno si che la mappa mnemonica degli uccelli venga confusa provocando disorientamento. Per questo non si può prevedere cosa succederà tra 50 anni…

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