giovedì 13 settembre 2012

La Pianta Cordyline Con I Suoi Colori Vivaci


Le piante Cordilyne, che non si devono confondere con le specie del genere Dracaena, cui assomigliano parecchio, nel loro ambiente naturale (in Australia o in Asia) sono arbusti o alberi sempreverdi con tronco piccolo e foglie, lunghe, lanceolate e sempreverdi, più o meno lunghe a seconda della specie.

Numerose sono le coltivar selezionate dai vivaisti, con striature fogliari dai colori vivaci che vanno dal rosa al rosso e al crema su sfondo variabile da verde scuro a bianco, bronzo o porpora.
Si tratta di piante con sviluppo piuttosto lento, che si rinvasano solo ogni 3-4 anni. Con l’età, le cordiline tendono a perdere le foglie più basse e assumono un aspetto a palmetta: se appaiono troppo scarne, si possono rinnovare facendo una margotta di testa.

La Cordyline terminalis è una grande pianta che in vaso può crescere fino a 90cm di altezza e che, se coltivata correttamente, risulta assai longeva. Le sue foglie, lungamente picciolate, hanno una lamina ovato-allungata, terminante a punta ed elegantemente incurvata; lunghe 30-35 cm circa, sono di colore verde ramato con ombreggiante rosato-rosse lungo i margini e sono completamente rosse al momento della formazione. Poiché la Cordyline fiorisce e fruttifica con una certa facilità, è possibile anche la riproduzione per seme a livello amatoriale.

È curioso ricordare che le foglie della specie Cordyline australis venivano consumate come verdura dai coloni neozelandesi.
La cordiline dev’essere esposta in piena luce ma non direttamente al sole, per evitare scottature alle foglie. Temperature estive superiori ai 27 °C non giovano alla pianta che, se fa molto caldo, ha bisogno di una posizione ben areata (ma lontana dalle correnti) e di nebulizzazioni d’acqua sulle foglie. In inverno la temperatura minima notturna non deve scendere sotto i 15 °C e la massima deve aggirarsi costantemente intorno ai 21°C.

Occorre innaffiare un paio di volte a settimana in particolare quando fa caldo, in modo da mantenere il substrato umido, ma non inzuppato, dal momento che i ristagni d’acqua provocano marciume alle radici; l’ambiente deve essere ben areato e umidificato con vaporizzazioni d’acqua riposata un paio di volte a settimana.
Nel corso della stagione vegetativa si somministra ogni due-tre settimane un fertilizzante liquido disciolto nell’acqua delle innaffiature.

Vuole un terriccio ricco di humus, poroso, costituito da terra di foglie, torba e sabbia grossolana, fer favorire il drenaggio. Si rinvasa in primavera, solo se si nota che le radici sono troppo compresse nel vaso.

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